About

NAZCA è un esperimento di racconto collettivo dei luoghi. È un tentativo di rievocare il rito della narrazione condivisa e partecipata.

È anche una mia precisa e personale ossessione: cercare le differenze tra le storie che raccontiamo dello stesso luogo. Tra donne e uomini, tra giovani e anziani, tra chi ci vive e chi lo attraversa, tra cittadini e turisti.

Infine, NAZCA è uno specchio costruito dalle persone che vivono un luogo, per confrontarsi con la dimensione pubblica della propria idea di quel posto.

Come funziona?

Ogni progetto NAZCA parte da una domanda molto semplice: come descriveresti questo luogo?

Le persone rispondono attraverso parole, associazioni, racconti o altri piccoli dispositivi di partecipazione. Le risposte vengono raccolte, confrontate e messe in relazione con chi le ha date: l’età, il genere, il rapporto con quel luogo o altre informazioni che possono aiutare a capire da dove nasce una determinata percezione.

Da qui emerge un racconto che non cerca una definizione unica. Al contrario, prova a rendere visibili coincidenze, contraddizioni e differenze.

I dati raccolti vengono poi trasformati in immagini, simboli, mappe, installazioni o strumenti digitali. Ogni progetto assume una forma diversa, costruita a partire dal luogo e dalle persone che lo hanno raccontato.

NAZCA non prova quindi a dire cos’è un posto. Prova a mostrare quante versioni dello stesso posto possono esistere contemporaneamente.